Astroscopio

Chi sono

Ciao, mi chiamo Adriano, ho 11 anni e frequento la 1^ media.
Abito a Catania: una bella città costiera siciliana…
La mia avventura in Internet è iniziata con il mio primo sito. (Clicca qui)
Ho creato questo sito per condividere la mia passione…
La grafica è stata creata da me come il resto del sito
Lo Shuttle, qui sotto, l’ho disegnato io.
Beh…insomma… ho fatto tutto io…


Hello, my name is Adriano. I’m 11. I go in 1^ media of Dante Alighieri.
I live in Catania: one beautiful city sicialian.
My adventure on Internet is begun with my first web site.
I have created this web site for share my passion…
I have created the graphic of my web site.
I have designed the Shuttle under here.

Strumenti

Ecco le foto degli strumenti di cui dispongo:

Archivio


Anteprima / Oggetto celeste


B33 Testa di cavallo



M4 SWAN
(Cometa)



Foto strane
[Foto con segni di passaggio di satelliti (artificiali)]



Nebulosa del cigno



Nebulosa del pellicano



Nebulosa velo



NGC 281



NGC 1499



NGC 6960



NGC 7000



NGC 7023



NGC 7331



NGC 7635



M1



M27



M31



M33



M42



M57



M74



M81


M82

Marte

NIENTE FACCIA UMANA SU MARTE, C’È INVECE UN TESCHIO (La Sicilia 19/01/07)
Di Luigi Prestinenza La “faccia umana” su una desolata pianura di Marte è stata riconosciuta da tempo come una delle tante tenaci illusioni che si sono diffuse fra il pubblico, a margine delle imprese spaziali di cui probabilmente la gran parte di chi ne riceve notizia non ha che un’idea molto vaga per ciò che concerne i mezzi, le possibilità, il significato delle straordinarie immagini che le sonde Nasa ed Esa continuano a rovesciare sui nostri schermi. Su questo, che poi è l’essenziale, pochi sono informati del come e del perché: viceversa fanno presto a propagarsi e a impressionare immagini come quelle della "faccia umana"avvistata nella pianura di Cydonia, che si trova ad alta latitudine nell’emisfero settentrionale del pianeta rosso: un volto, visto leggermente di profilo, con occhi, naso, bocca a mettere assieme l’immagine di una faccia un po’ triste. Su questa curiosità si sono affrettati a gettarsi quei cultori del fantastico e dello straordinario che vedono nei cieli un po’ di tutto, da astronavi aliene a pronostici ispirati dalle stelle; e c’è una certa stampa “popolare” che si fa un punto d’onore di diffondersi su ogni piccolo fatto che valga a dare un alone di mistero alle imprese già compiute o ancora in corso o magari soltanto programmate negli spazi più vicini. Ecco allora, la “faccia” di Marte presentata come l’opera dei Marziani, magari scomparsi milioni di anni fa, o di altri improbabili alieni: e ciò tanto più che, accanto alla collina su cui si scorge il profilo della “faccia”, si sono individuare delle formazioni piramidali, dovute all’erosione dei venti come nell’Antartide: pure queste messe in conto ai misteriosi artefici della “faccia”. Anche Marte avrebbe così un suo complesso monumentale che può ricordare le più celebri piramidi egiziane, quelle di Gizah: costruito da chi? Se vogliamo passare a un esame più serio, sono anzitutto le dimensioni della pretesa faccia umana a renderne improbabile ogni origine artificiale: la “faccia” è in cima a una “mesa”, ossia a un’elevazione che termina con una sorta di terrazza, di un chilometro e mezzo. E quale popolazione umana ne avrebbe mai offerto il modello agli artefici di una raffigurazione tanto colossale? Uomini non ce ne sono mai stati su Marte e pure i pretesi Marziani, ammesso che fossero esistiti qualche milione di anni fa, non avrebbero mai assomigliato agli esseri di un altro pianeta, più grande e tanto diverso, perchè evolutisi in un ambiente così differente. Comunque, il mito di quel volto alieno è stato sfatato nell’aprile 1998, quando gli apparati di ripresa fotografica della sonda Mars Global Surveyor ripresero in maggior dettaglio la regione di Cydonia: fu chiaro che la “faccia” era semplicemente il risultato dell’erosione dei venti di Marte su un tavolato montagnoso. Interpretazione confermata, se ce ne fosse stato bisogno, poche settimane addietro dalle immagini tridimensionali dell’europea Mars Express: un semplice e sia pur suggestivo gioco della Natura. Ma le illusioni trovano sempre qualcosa a cui aggrapparsi: sopra la “faccia”, nello stesso campo visivo, un altro complesso collinare mostra i connotati di un teschio, con i lobi oculari, gli zigomi, il taglio della bocca. E’ saltato fuori soltanto ora che la sonda ha fotografato la zona con la giusta inclinazione rispetto ai raggi solari che la illuminano. Ovviamente, la spiegazione rimane la stessa, non ci sono dubbi.

Eclisse di Luna

Ecco la prima foto!!!

Le dune di Titano, la luna di Saturno

La sonda spaziale “Cassini”, da due anni in esplorazione nel sistema del grandi Saturno, catturò le prime pagine de giornali al momento della discesa controllata della “Huygens” sulla superficie del grosso, enigmatico, satellite Titano, una delle maggiori “lune” del sistema solare, con i suoi 5150 chilometri di diametro, una volta e mezza quello della Luna, e l’atmosfera piuttosto densa che lo avviluppa, unico caso fra i satelliti. La “Huygens”- minuziosamente programmata in partenza, a distanza di anni – discese tutto sommato felicemente, e trasmise le prime immagini di un suolo roccioso, sparso d sassi di ghiaccio: rivelò pure quella che sembrava un’area costiera, raggiunta da ramificati letti fluviali. Più che di fiumi dovrebbe parlarsi di torrenti effimeri, perchè in questi due anni abbiamo appreso che le piogge sono ra­re su Titano. Sono però violente, e tali da inci­dere sulla superficie, scavandovi dei canyons. Quel che scorre, beninteso, non è acqua, sono idrocarburi liquidi, essenzialmente metano ed etano. E sono sempre questi composti a da­re origine ai laghi osservati sul satellite.

Si discute tuttora su un’interpretazione sod­disfacente delle immagini strappate a quel mondo lontano, ma la “Cassini” ha continua­to le sue rilevazioni e durante i successivi av­vicinamenti a Titano si impegnerà a rilevare con il suo sofisticato radar (costruito in Italia) una mappa tridimensionale della superficie, oggi nota soltanto per il cinque per cento. E’ quel­lo, in sostanza, che si è fatto a suo tempo per il pianeta Venere, affogato dentro densissime nubi di anidride carbonica.

Le immagini radar della “Cassini” hanno intanto mostrato un inatteso panorama di dune, alte sino a cento metri, che corrono pa­rallele per centinaia di chilometri: inatteso perchè non si credeva dì trovare aspetti del ge­nere su Titano, data la temperatura molto bassa, sotto i -150°, della sua atmosfera, che non dovrebbe essere in grado di sviluppare venti violenti. Tuttavia potrebbe ritrovarsi un meccanismo tale da dare origine a dei venti nella fortissima attrazione gravitazionale di Saturno, 400 volte maggiore di quella che la Luna esercita sulla Terra. Ciò determina sicu­ramente su Titano degli effetti mareali, tali da smuovere le masse gassose della sua atmosfe­ra e dare origine a dei venti, non molto forti ma abbastanza per sollevare la sabbia della superficie e creare dei campi di dune, come nel Sahara. Si è pure accertato che questa sab­bia è di struttura più grossolana rispetto a quella che si forma sulla Terra, ma è anche meno densa: potrebbero aver contribuito a formarla del materiale organico, del ghiaccio d’acqua o un miscuglio di tali composti. La gravità su Titano vale soltanto un settimo di quella terrestre: ciò facilita lo spostamento delle “sabbie” ed è un altro particolare che spiega la formazione dei campi di dune. C’è molto sicuramente da apprendere ancora su un ambiente per noi irreale come quello che incontreremmo su Titano: la missione “Cassi­ni” dovrebbe stoppare le sue rilevazioni fra due anni, ma visti i risultati è pressochè cer­to che la sua attività verrà prolungata, si pen­sa per altri quattro anni.

LA SICILIA

IL CIELO DEL MESE ECLISSI TOTALE DI LUNA FRA IL 3 E IL 4 MARZO

Marzo, il mese della primavera, esordirà in fatto di fenomeni celesti con una bellissima eclissi totale di Luna, prevista per la notte dal 3 al 4. Comincerà a sera inoltrata, alle 21,16, con l’ingresso del disco lunare nella penombra della Terra; seguirà alle 22,29 l’entrata nell’ombra, con il disco lunare che andrà via via immergendovisi; e l’inizio della totalità è previsto per le 23,43, con la Luna già alta sull’orizzonte meridionale.

La fase di totalità è previsto che duri sino alle 0,57, dopo di che la Luna comincerà a uscire dall’ombra, donde sarà completamente sortita alle 2,12, quando già avrà cominciato ad abbassarsi sull’orizzonte occidentale. Alle 3 e 24, poi, l’uscita dal velo della penombra. Tempo permettendo, dovrebbe essere un fenomeno imponente e anche facile da seguire: ad occhio nudo, o ancor meglio con un binocolo, che consentirà di cogliere con maggiore evidenza le colorazioni cangianti del disco immerso nel grande cono d’ombra della Terra. Se poi si dispone di un piccolo cannocchiale, sarà facile seguire l’avanzata dell’ombra nerobluastra della Terra attraverso i vari dettagli della superilcie lunare, nonchè lo spandersi della colorazione rossastra che si deve ai raggi solari deviati dall’atmosfera terrestre a illuminare il suolo accidentato del nostro satellite.

Per la visibilità dei pianeti, il meglio a portata è Saturno, che è passato in “opposizione” all’inizio dello scorso febbraio, ma resta visibile in questo marzo per quasi tutta la notte. Sarà occultato dalla Luna ormai quasi piena al mattino del 2, per quasi tutta Italia: ma in Sicilia l’occultazione sarà radente al bordo lunare e il pianeta mascherato dalla Luna soltanto parzialmente sia a Palermo che ancor più a Catania.

Per riprendere il fenomeno basterà un buon teleobiettivo su treppiede.

Migliora in questo mese la visibilità di Giove, che è in vista per tutta la seconda metà della notte, culminando all’inizio del crepuscolo mattutino. Sarà piuftosto basso, nella costellazione zodiacale di Ofiuco, che non fa parte dello Zodiaco ufficiale ma è attraversata dai pianeti che si spostano dallo Scorpione al Sagittario. Giove esige un piccolo cannocchiale per essere ammirato col suo disco schiacciato, le sue bande oscure e i quattro grandi satelliti “medicei” che gli fanno scorta.

Molto bella pure Venere, che si stacca sempre più dal Sole nel cielo del tramonto, restando in vista sino al primo buio. A fine mese raggiunge il massimo splendore, in coincidenza con la fase sempre più accentuata, che darà al luminoso pianeta l’aspetto di una mezzaluna, osservabile come tale pure in un grosso binocolo. Così fulgida, Venere può essere facilmente fotografata con pose relativamente brevi: sarà vicina alla Luna le sere del 20 e del 21. Meno bene gli altri pianeti: praticamente inosservabili Urano e Nettuno; Marte, ancora molto piccolo e lontano farà gruppo nel cielo del mattino, ad oriente, il 16 e 17, con Mercurio, la Luna e Nettuno. Bisognerà attendere fine anno per un discreto avvicinamento. L’elusivo Mercurio si distanzierà notevolmente, all’alba, dal Sole, ma ugualmente resterà difficile da avvistare perchè molto basso: si può sfruttare la notevole distanza angolare dal Sole per coglierlo in pieno giorno, conoscendone la posizione e puntandolo con i cerchi graduati in dotazione ai telescopi astronomici.

In questo mese, che segna l’ingresso della primavera alle 3,30 del giorno 21, si abbassano sempre più a ovest le tipiche costellazioni invernali, mentre culmina a sud il Leone, seguito dal fitto gruppetto della Chioma di Berenice e dall’ampia costellazione della Vergine con la brillante Spica, che fa pendant con la gialla e luminosa Arturo, alfa di Boote.

Le vostre foto

GALASSIE & NEBULOSE

PIANETI & LUNA

Celestia

… The free space simulation that lets you explore our universe in three dimensions. Celestia runs on Windows, Linux, and Mac OS X.

Unlike most planetarium software, Celestia doesn’t confine you to the surface of the Earth. You can travel throughout the solar system, to any of over 100,000 stars, or even beyond the galaxy.
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Grazie - Cometa

Ciao, grazie a tutti voi perchè oggi, martedì 16 gennaio 2007 alle ore 20:46, Astroscopio ha raggiunto 4000 visite!!!

Grazie a tutti voi e … cieli sereni!!

La cometa McNaught è passata davanti la sonda che fotografa il sole: la SOHO…

CIELO DI DICEMBRE

Spettacolo celeste al tramonto, a cavallo fra la fine di novembre e i primi di dicembre. Giove e Venere, i due pianeti più brillanti, si mostrano molto vicini a sudovest e lunedì pomeriggio la Luna nuova occulterà Venere per una quarantina di minuti, per chi osserva dalla Sicilia.

Due eventi spettacolari, a portata di chiunque guardi ad occidente, con l’unica condizione di un orizzonte sgombro e di un cielo limpido.

I due pianeti si mostreranno molto vicini per diverse sere: lo erano già a fine novembre, e così resteranno per tutti i primi giorni di dicembre.

L’occultazione di Venere da parte della falciola lunare sarà osservabile a Catania dalle 17,44 alle 18,08, a Palermo dalle 17,34 alle 18,13: seguirla non richiederà particolare corredo ottico, anche se un binocolo la mostrerà meglio e ancora meglio un telescopio con oculare a largo campo. Il piccolo disco di Venere sarà illuminato per il settanta per cento.

Si tratta di un fenomeno non troppo raro ma altamente suggestivo: così come lo sarà l’avvicinamento prospettico fra Giove e Venere. Quest’ultima, con il suo moto più veloce, si avvicinerà rapidamente a Giove sino a raggiungerlo e scavalcarlo. Nell’insieme un colpo d’occhio di cui vale veramente la pena.

Occultazione e avvicinamento saranno senza contrasto i colpi d’occhio più interessanti nel mese di dicembre: offriranno poco gli altri pianeti, a cominciare da Marte pressochè invisibile.

Magnifico invece il dispiegarsi, via via che la notte si inoltra, delle costellazioni invernali, le più ricche di astri brillanti, di ammassi stellari come le Pleiadi, di aggruppamenti celesti ricchi di stelle luminose, a cominciare da Aldebaran che segue le Pleiadi e spicca di luce rossastra fra le fitte Iadi, o come il grande trapezio di Orione, tagliato come una cintura dal "tre bastoni"che sovrasta la nebula M42; e ancora il Cane Maggiore, con la brillantissima Sirio, l’astro più fulgido di tutto il cielo, e il Cane Minore con Procione. Ciò per ricordare gli astri più vistosi. e più facilmente a portata dei principianti, che li vedono sorgere ad est e culminare a sud verso mezzanotte.

Anche le Pleiadi e Orione sono uno spettacolo se osservati al binocolo, che tramuta il piccolo asterismo della “Puddara” (così chiamata dai nostri pescatori e contadini) in un forziere di stelle e la nebulosa in un tappeto verdastro che tende ad estendersi per l’intera costellazione (così si può vedere nelle pose fotografiche prolungate).

A proposito di queste riprese, non offre alcuna difficoltà la congiunzione Venere-Giove e neppure l’occultazione di Venere da parte della Luna, ripresa con un buon teleobiettivo, naturalmente piazzato su cavalletto. La posa sarà di qualche secondo: non esagerare, perchè avremmo delle strisce invece dei punti luminosi dei pianeti.

ASTRONOMIA: LUNA PIENA DI QUESTA NOTTE MAI COSI’ VICINA ALLA TERRA IN 15 ANNI

Londra, 12 dic. - (Adnkronos) - La Luna si avvicina. L’unico satellite della Terra passa infatti molto piu’ vicino a noi di quanto non abbia fatto negli ultimi 15 anni: nel suo transito sull’emisfero settentrionale sara’ a poco piu’ di 350 mila chilometri di distanza dalla Terra, ovvero circa 30mila chilometri piu’ vicina del solito.